SHARDANA I POPOLI DEL MARE

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L'arco e gli Arcieri Shardana, Costruzione, utilizzo e inquadratura dell'arciere
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nannai shardana

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CITAZIONE (shardanaleo @ 8/10/2009, 19:55)
BOOMERANG è un nome tipico australiano naturlamente. Quello che volevo sottolineare è che i BOOMERANG (Bastoni ricurvi da lancio) dei BRONZETTI sono esposti nel museo del Cairo tra i reperti della tomba di Tothe figurano nelle immagini del deserto OR. dove sono anche le navi e altre armi tipiche dei shardana, bronzetti, guardia reale... insomma ... per sottolineare che... TUTTO TORNA! :B): ;)

:salute: :salute:


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CITAZIONE (iperboreo50 @ 8/10/2009, 18:49)
CITAZIONE (LessàAlessandro @ 8/10/2009, 14:09)
penso che il numero assolutamente esagerato di arcieri nella pronzistica dica tutto :)

Infatti moltissimi hanno l'arco in dotazione.
Mi rimane un dubbio però:
se bronzetti = shardana allora la domanda è:
Lo usavano massicciamente?

Le guardie erano dei fanti pesanti e pertanto non armati con l'arco ma con la spada, scudo ecc.

Gli arcieri che compiti avevano secondo te?
Negli scarabocchi di Medinet Habu gli archi sono usati generalmente dagli egizi.
Mi risulta che le navi egizie avevano apposti soppalchi dai quali gli arcieri potevano tirare in sicurezza e in ogni tipo di approccio.

Nella battaglia del delta arcieri egiziani annaffiarono con le frecce gli invasori tirando sia dalle navi sia dalla riva.
E gli arcieri dei P.d.M? Assenti ingiustificati.
A meno che non fossero proprio shardi a tirare per conto del faraone sui pdm. In tal caso sarebbero dei gran.........

Non mi è molto chiaro. Se avevano tanti archi, avevano anche delle tattiche d'uso efficaci?

:salute:

il fatto che le descrizioni Egizie e i bronzetti siano separati da almeno un centinaio di anni per me può essere una giustificazione.


CITAZIONE (iperboreo50 @ 8/10/2009, 19:23)
CITAZIONE
shardanaleo Inviato il: 8/10/2009, 18:57
archi non ne abbiamo trovati molti... ma se i BBOMERANG della tomba di Toth.Ank.Amon sono da attribuire alla GUARDIA SHARDANA e trovano corrispondenza in almeno quattro bronzetti... perchè anche lgi archi non potrebbero essere attribuiti a questi mercenari della Guardia Reale?

Quelli dei bronzetti sono/sembrano dei bastoni ricurvi da lancio.
Il boomerang è concettualmente un ala rotante con il bordo d'attacco a profilo portante e pertanto destinato a volare in alto e non raso terra, inoltre torna indietro solo se non colpisce niente. E' un arma da caccia all'uccello. Come l'arma non la vedo a meno che non si voleva usarla in funzione antiaerea... :dev.gif:
Invece un bastone ricurvo da lancio questo si che può essere un arma

:salute:

bisognerebbe fare dei distinguo...perchè (personalmente) non tutti mi sembrano armi da lancio.

image

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nannai shardana

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CITAZIONE
bisognerebbe fare dei distinguo...perchè (personalmente) non tutti mi sembrano armi da lancio.

specifica meglio il pensiero please...

CITAZIONE
Come mai c'e questa assommiglianza tra i boomerang australiani e quelli dei bronzetti sardi?

la somiglianza non c'è.
il boomerang, quello vero australiano, ha la forma piatta con il bordo davanti arrotondato come ala dell'aereo. serve per creare la portanza e far volare alto l'attrezzo.
Si usa il nome boomerang per una certa somiglianza della forma curvilinea. Il bastone da lancio dei bronzetti non tornava indietro, aveva la sezione tonda o quadrata quindi "inabile al volo"




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nannai shardana

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il bastone da lancio che si vede in alcuni bronzetti dei guerrieri nuragici/shardi è simile a quello usato dagli egizi.

image (esempio di bastone moderno)

Serviva per caccia ed era usato anche in guerra.
Grazie alla curvatura migliorava le doti aerodinamiche che permettevano un volo rettilineo piuttosto lungo - anche 60 metri.
Poteva variare per dimensione, peso, forma, angolo di curvatura ecc. Alcuni bastoni ricurvi ritrovati in egitto avevano alle estremità degli ingrossamenti come piccole mazze.

In battaglia potevano essere usati in modo seguente: (supposizione mia)

Due linee di avversari si avvicinano una verso l'altra.
Ad una distanza di40 - 50 metri uno degli schieramenti lancia qualche decina di bastoni ricurvi,
Questi roteando colpiscono diversi avversari, questi, si fermano e all'arrivo del secondo lancio si coprono con le mani e con scudi, in questo modo rompono i ranghi lasciando i fianchi e il petto scoperti per i giavellotti, lance e frecce.
Il terzo lancio avviene a distanza ravvicinata, è più doloroso, i ranghi sono ormai rotti, entrano in scena gli spadieri e finiscono l'opera.

Praticamente secondo me funzionavano come un arma di saturazione del campo di battaglia. Ti costringe di tenere la testa bassa e intanto il nemico avanza.

:salute:



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BOOMERANG EGIZIO
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BOOMERANG SHARDANA[IMG][/IMG]

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CITAZIONE (iperboreo50 @ 10/10/2009, 15:14)
Praticamente secondo me funzionavano come un arma di saturazione del campo di battaglia. Ti costringe di tenere la testa bassa e intanto il nemico avanza.

:salute:

Sicuramente l' ipotesi è più che plausibile .... a proposito di bastoni da lancio egizi , sardi e e di un' arma celtica particolare , ossia la cateia, vi rimando ad alcuni interventi qui:


http://shardanapopolidelmare.forumcommunity.net/?t=13899829

:salute:

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SCARABEO EGIZIO? CHE DITE IGNORANTI ! E' SOLO UNO "SCARABOIDE EGITTIZANTE TIPO HYKSOS" ...... A BE ,ALLORA.......!

 
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Leo non prendertela è solo un parere ;)

Secondo me quello nel bronzetto non è un boomerang.
È probabile che sia la rappresentazione di uno spadone di quelli fini e lunghi che sono al museo archeo di cagliari...su in una teca ce n'è un mazzo....nel bronzetto è semplicemente storta con il tempo o per via dello schiacciamento tra un masso e un altro in mezzo alla terra.
Ciò lo dico e non me lo toglie nessuno dalla testa fino a quando qualcuno mi spiega che cosa c'entra la costolatura in un boomerang. è evidente la costolatura dell’arma portata dal bronzetto, classica costolatura delle spade e elsa gammata.
Salludi e Trigu
 
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concordo...infatti l'ho scritto anche inizialmente...

penso che i cosidetti "boomerang" nuragici siano effettivamente pochi...forse, perfino...nessuno.

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Avresti sicuramente ragione se fosse un CASO UNICO. ma purtroppo io ho il brutto vizio di parlare di una cosa solo se ho ALMENO TRE CASI. La SAcienza dice che
1 CASO = combinazione
2 CASI = teoria
3 CASI = scienza e certezza
io conosco almeno altri quattro bronzetti con il "bastone ricurvo" fasciato e non. IN SPALLA o a PIED ARM... :rolleyes:
Oltre al fatto che quelli trovati in egitto nella tomba di Toth. erano usati dalla GUARDIA SHARDANA...
E ' più semplice dire che questi usavano un bastone o che usassero un'arma particolare DA LANCIO? Visto che le altre armi erano del resto piutttosto complesse e tecno mi pare piuttosto strano che si armassero di un bastone mal riuscito a mò di selvaggi. :rolleyes:
Alle volte è più difficile negare un CASO evidente e provato piuttosto che spiegrne l'a natura. Purtroppo la "nostra" scienza archeobuonica fino ad oggi ha usato le proprie energie proprio per NEGARE certe evidenze... mettendo tamburi intesta a fantomatici MUSICI e altre corbellerie... LE SOLUZIONI non stanno nei meandri dell'OCCULTO. SONO LA, DAVANTI A NOI. Solo da leggere. :salute:


CITAZIONE (Aristoi @ 11/10/2009, 20:58)
Leo non prendertela è solo un parere ;)

Secondo me quello nel bronzetto non è un boomerang.
È probabile che sia la rappresentazione di uno spadone di quelli fini e lunghi che sono al museo archeo di cagliari...su in una teca ce n'è un mazzo....nel bronzetto è semplicemente storta con il tempo o per via dello schiacciamento tra un masso e un altro in mezzo alla terra.
Ciò lo dico e non me lo toglie nessuno dalla testa fino a quando qualcuno mi spiega che cosa c'entra la costolatura in un boomerang. è evidente la costolatura dell’arma portata dal bronzetto, classica costolatura delle spade e elsa gammata.
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In effetti non può essere piegato dal tempo o da altri fattori per via dei numerosi bronzetti riportanti questo strano oggetto curvo.
Quello che non riesco a capire è la costolatura e l’IMPUGNATURA uguale a l’oggetto dritto che ha in mano il bronzetto ritrovato ad Alà dei Sardi il località su pedrighinosu.
Il bronzetto di Alà dei Sardi in mano impugna una spada (molto evidente, dritta, costolata e il pomo nell'impugnatura), questa spada all’estremità inferiore ha un pomo a mezza luna, uguale e identico al pomo del “boomerang” (o strano oggetto curvo) tenuto in mano da altri 2 bronzetti. Penso che un boomerang con un pomo a mezza luna solo in un'estremità non sia molto equilibrato.
Questo come si può spiegare?
 
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nannai shardana

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nella discussione "bronzetti scomparsi" (Civiltà Scomparse), Cristianocani allega tra gli altri questi due file:

http://www.phoenixancientart.ch/works_of_art/14 - di questo non riesco copiare l'immagine

e questo: http://www.flickr.com/photos/25338836@N08/3416997703/ di questo riesco copiare l'immagine ristretta sul particolare che mi interessa: [IMG]part[/IMG]

se zoomate l'immagine sulla mano della corda vedrete una strana presa della corda.
Sembra che la freccia abbia una cocca a coda di rondine (V) fissata con un avvolgimento all'asta della freccia, mentre per prendere la corda l'arciere infila il dito indice nella V per trarre la corda.
Mai visto cose simili. In quel periodo la presa era con l'indice sopra e il medio e anulare sotto l'asta, (oggi si chiama presa mediterranea), oppure agganciando la corda con il pollice bloccandolo con l'indice ed eventualmente il medio sulla corda.
A meno che non ci sia un qualche meccanismo che mi sfugge, non ci capisco niente. Oppure l'artigiano aveva una vena artistica.............
L'altra immagine invece è sempre un arciere, questa volta tiene la corda con tre dita sotto la cocca della freccia. Oggi si chiama: presa da caccia ma non sapevo che si utilizzasse anche allora...............
misteri dell'arcieria.

:salute:



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fantastico iperboreo...che pazienza! e che acume!

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nannai shardana

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Non deve meravigliare La " presa " della corda .....attualmente si usano dei paradita con un'anima di metallo ......oppure la classica patelleta ( tappettino ) di cuoio, in generale conosciuti come Tab, atti a proteggere le dita nella fase di rilascio lento della corda.
Poi di tecniche di presa della corda ne esistono diversi a seconda della categoria , arco olimpionico, compound,archi tradizionali o storici.

Quello che mi meraviglia invece e la freccia poggiata sul polso.....poiche essa deve essere più attacata al riser ( impugnatura della arco ) per raggiungere l'atto di scoccare la freccia a bersaglio in modo più preciso

Insomma un'arciere nella classica posa a tiro intuitivo ( all'indiana )
che dalla foto e dallo stesso bronzetto credo sia molto difficile individuare certi accessori in quanto piccoli e nascosti dalla mano stessa.

Ahooooo!!

 
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nannai shardana

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CITAZIONE
Quello che mi meraviglia invece e la freccia poggiata sul polso.....poiche essa deve essere più attacata al riser ( impugnatura della arco ) per raggiungere l'atto di scoccare la freccia a bersaglio in modo più preciso

la freccia è poggiata sul "rest" negli archi moderni perché questi hanno la lunghezza e l'altezza della corda (brace) stabili nel tempo. Negli archi di legno di una volta (ma anche nelle repliche moderne) la corda si allungava perché costruita con dei materiali naturali allungabili, perché montata per delle ore (caccia, combattimento) faceva stancare il legno dell'arco che quindi "seguiva" la tensione della corda.
Per ripristinare continuamente il rendimento dell'arco, la corda veniva spesso accorciata, più volte nella stessa giornata, la corda non aveva due anelli (loop) come quelle moderne ma uno solo, quello inferiore, mentre in alto si usava un nodo particolare di rapida com e scomposizione. Questo appunto perché era necessaria accorciare la corda senza perdere del tempo. Questa era una delle ragioni per cui non esisteva il poggia freccia e neanche il punto d'incocco. Era impossibile perché per ragioni di cui sopra variavano continuamente.
Un altra ragione è di tipo pratico. Se in combattimento devi tirare in brevissimo tempo tante frecce, muovendosi continuamente, sbracciando di qua e di la, non puoi perdere del tempo con sistemare la freccia sul rest che ogni volta che ti muovi ti cade. prova incoccare, puntare a ore 9, flettere sulle gambe e spostare l'allineamento alle 12, poi tendere e senza rilasciare girarsi alle 3, inginochiarsi e tirare. Fallo con la freccia sul rest e poi fallo con la freccia sul polso. Nel primo caso saresti morto almeno 10 volte a causa della freccia che ti cade continuamente.

CITAZIONE
Non deve meravigliare La " presa " della corda .....attualmente si usano dei paradita con un'anima di metallo ......oppure la classica patelleta ( tappettino ) di cuoio, in generale conosciuti come Tab, atti a proteggere le dita nella fase di rilascio lento della corda.
Poi di tecniche di presa della corda ne esistono diversi a seconda della categoria , arco olimpionico, compound,archi tradizionali o storici.

Le patellette, guantini e anelli si usava anche nel passato.
Per poter tirare tante frecce sia in allenamento che in battaglia la presa della corda doveva essere solida e non stancare ne il polso ne le dita. Per questo si usavano 3 dita o anello (presa orientale) con 2 o a volte anche 3 dita.
Se nel caso della mano sulla corda sotto la freccia non c'è nessun problema se non la meraviglia perché è la prima volta che vedo questa presa in un reperto del bronzo, ma volendo anche del medioevo, rimane più interessante la prima presa. Se guardi bene e per farlo devi zoomare sulla foto, la cocca della freccia è fissata sull'asta con un legamento ed è a forma di coda di rondine o a V in verticale, l'arciere tende la corda con un dito solo,l'indice, infilato nella V, è questo o è una licenza del artigiano o c'è qualcosa che mi sfugge. e quel qualcosa che vorrei sapere.

:salute:


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CITAZIONE (iperboreo50 @ 5/11/2009, 20:27)
CITAZIONE
Quello che mi meraviglia invece e la freccia poggiata sul polso.....poiche essa deve essere più attacata al riser ( impugnatura della arco ) per raggiungere l'atto di scoccare la freccia a bersaglio in modo più preciso

la freccia è poggiata sul "rest" negli archi moderni perché questi hanno la lunghezza e l'altezza della corda (brace) stabili nel tempo. Negli archi di legno di una volta (ma anche nelle repliche moderne) la corda si allungava perché costruita con dei materiali naturali allungabili, perché montata per delle ore (caccia, combattimento) faceva stancare il legno dell'arco che quindi "seguiva" la tensione della corda.
Per ripristinare continuamente il rendimento dell'arco, la corda veniva spesso accorciata, più volte nella stessa giornata, la corda non aveva due anelli (loop) come quelle moderne ma uno solo, quello inferiore, mentre in alto si usava un nodo particolare di rapida com e scomposizione. Questo appunto perché era necessaria accorciare la corda senza perdere del tempo. Questa era una delle ragioni per cui non esisteva il poggia freccia e neanche il punto d'incocco. Era impossibile perché per ragioni di cui sopra variavano continuamente.
Un altra ragione è di tipo pratico. Se in combattimento devi tirare in brevissimo tempo tante frecce, muovendosi continuamente, sbracciando di qua e di la, non puoi perdere del tempo con sistemare la freccia sul rest che ogni volta che ti muovi ti cade. prova incoccare, puntare a ore 9, flettere sulle gambe e spostare l'allineamento alle 12, poi tendere e senza rilasciare girarsi alle 3, inginochiarsi e tirare. Fallo con la freccia sul rest e poi fallo con la freccia sul polso. Nel primo caso saresti morto almeno 10 volte a causa della freccia che ti cade continuamente.

Quoto tutto !!...tranne il dettaglio ( la freccia ti cade continuamente ).....e ovvio che il Rest sugli archi antichi non esiste ma durante la corsa o spostamenti repentini il rest e creato dalla mano che stringe il riser con le dita indice e medio che in mezzo tengono la freccia naturalmente con la cocca inserita nella corda. Nell'atto di tendere in maniera naturale e automatica l'indice passa sotta la freccia con l'arco a ore tre . E fattibile anche scoccare freccie con la stessa posizione in mezzo al dito medio e l'indice . Su quella di provare a tirare con l'arco lo faccio già da tempo con l'arco olimpionico.
CITAZIONE
Non deve meravigliare La " presa " della corda .....attualmente si usano dei paradita con un'anima di metallo ......oppure la classica patelleta ( tappettino ) di cuoio, in generale conosciuti come Tab, atti a proteggere le dita nella fase di rilascio lento della corda.
Poi di tecniche di presa della corda ne esistono diversi a seconda della categoria , arco olimpionico, compound,archi tradizionali o storici.

Le patellette, guantini e anelli si usava anche nel passato.
Per poter tirare tante frecce sia in allenamento che in battaglia la presa della corda doveva essere solida e non stancare ne il polso ne le dita. Per questo si usavano 3 dita o anello (presa orientale) con 2 o a volte anche 3 dita.
Se nel caso della mano sulla corda sotto la freccia non c'è nessun problema se non la meraviglia perché è la prima volta che vedo questa presa in un reperto del bronzo, ma volendo anche del medioevo, rimane più interessante la prima presa. Se guardi bene e per farlo devi zoomare sulla foto, la cocca della freccia è fissata sull'asta con un legamento ed è a forma di coda di rondine o a V in verticale, l'arciere tende la corda con un dito solo,l'indice, infilato nella V, è questo o è una licenza del artigiano o c'è qualcosa che mi sfugge. e quel qualcosa che vorrei sapere.

Quoto tutto.!! Ho provato a zoomare la foto ma non riesco a capire il dettaglio.....quello che tu dici potrebbe essere "l'impennaggio " della freccia a coda di rondine......e poiche il dettaglio e davvero minuto, riprodotto poi in un bronzetto, il particolare e più schematizzato. Restituindo la visione di tendere con un solo dito.....Mah !!

:salute:

Ahoooo!!

 
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