CITAZIONE
Quello che mi meraviglia invece e la freccia poggiata sul polso.....poiche essa deve essere più attacata al riser ( impugnatura della arco ) per raggiungere l'atto di scoccare la freccia a bersaglio in modo più preciso
la freccia è poggiata sul "rest" negli archi moderni perché questi hanno la lunghezza e l'altezza della corda (brace) stabili nel tempo. Negli archi di legno di una volta (ma anche nelle repliche moderne) la corda si allungava perché costruita con dei materiali naturali allungabili, perché montata per delle ore (caccia, combattimento) faceva stancare il legno dell'arco che quindi "seguiva" la tensione della corda.
Per ripristinare continuamente il rendimento dell'arco, la corda veniva spesso accorciata, più volte nella stessa giornata, la corda non aveva due anelli (loop) come quelle moderne ma uno solo, quello inferiore, mentre in alto si usava un nodo particolare di rapida com e scomposizione. Questo appunto perché era necessaria accorciare la corda senza perdere del tempo. Questa era una delle ragioni per cui non esisteva il poggia freccia e neanche il punto d'incocco. Era impossibile perché per ragioni di cui sopra variavano continuamente.
Un altra ragione è di tipo pratico. Se in combattimento devi tirare in brevissimo tempo tante frecce, muovendosi continuamente, sbracciando di qua e di la, non puoi perdere del tempo con sistemare la freccia sul rest che ogni volta che ti muovi ti cade. prova incoccare, puntare a ore 9, flettere sulle gambe e spostare l'allineamento alle 12, poi tendere e senza rilasciare girarsi alle 3, inginochiarsi e tirare. Fallo con la freccia sul rest e poi fallo con la freccia sul polso. Nel primo caso saresti morto almeno 10 volte a causa della freccia che ti cade continuamente.
Quoto tutto !!...tranne il dettaglio ( la freccia ti cade continuamente ).....e ovvio che il Rest sugli archi antichi non esiste ma durante la corsa o spostamenti repentini il rest e creato dalla mano che stringe il riser con le dita indice e medio che in mezzo tengono la freccia naturalmente con la cocca inserita nella corda. Nell'atto di tendere in maniera naturale e automatica l'indice passa sotta la freccia con l'arco a ore tre . E fattibile anche scoccare freccie con la stessa posizione in mezzo al dito medio e l'indice . Su quella di provare a tirare con l'arco lo faccio già da tempo con l'arco olimpionico.
CITAZIONE
Non deve meravigliare La " presa " della corda .....attualmente si usano dei paradita con un'anima di metallo ......oppure la classica patelleta ( tappettino ) di cuoio, in generale conosciuti come Tab, atti a proteggere le dita nella fase di rilascio lento della corda.
Poi di tecniche di presa della corda ne esistono diversi a seconda della categoria , arco olimpionico, compound,archi tradizionali o storici.
Le patellette, guantini e anelli si usava anche nel passato.
Per poter tirare tante frecce sia in allenamento che in battaglia la presa della corda doveva essere solida e non stancare ne il polso ne le dita. Per questo si usavano 3 dita o anello (presa orientale) con 2 o a volte anche 3 dita.
Se nel caso della mano sulla corda sotto la freccia non c'è nessun problema se non la meraviglia perché è la prima volta che vedo questa presa in un reperto del bronzo, ma volendo anche del medioevo, rimane più interessante la prima presa. Se guardi bene e per farlo devi zoomare sulla foto, la cocca della freccia è fissata sull'asta con un legamento ed è a forma di coda di rondine o a V in verticale, l'arciere tende la corda con un dito solo,l'indice, infilato nella V, è questo o è una licenza del artigiano o c'è qualcosa che mi sfugge. e quel qualcosa che vorrei sapere.
Quoto tutto.!! Ho provato a zoomare la foto ma non riesco a capire il dettaglio.....quello che tu dici potrebbe essere "l'impennaggio " della freccia a coda di rondine......e poiche il dettaglio e davvero minuto, riprodotto poi in un bronzetto, il particolare e più schematizzato. Restituindo la visione di tendere con un solo dito.....Mah !!
